UN PRIVILEGIO UNICO, INFINITE SFUMATURE…

mela

Ogni storia d’amore che si rispetti, reale o meno, ha i suoi privilegi e i suoi difetti. Fin dall’inizio dei tempi il connubio tra uomo e donna è stato definito “peccato”. Nelle favole che conosciamo ci sono sempre il male e il bene, anche se vince sempre il bene, proprio come un insegnamento che dice “comportati bene e indipendentemente dalle fatiche che dovrai sopportare, sarai premiato”. Eppure, sempre più spesso, si sente parlare solo di negatività, di storie che di romantico non hanno nulla, di storie dove prevale sempre l’oscurità. Ieri sera ho ricevuto una telefonata dove mi veniva raccontato un fatto time-line… Una donna trattenuta in una casa a fianco del mio interlocutore che veniva molestata.

“Caspita!”, ho pensato subito… fino a quando mi è stato raccontato che era italiana, i suoi “carcerieri” anche, e se ancora il peggio non l’avete udito, le sue “guardie carcerarie” erano famigliari cui lei voleva bene.

Non potevo udire quelle parole. Perché voler bene a qualcuno significa portargli rispetto e sicuramente averne in cambio. Non è concepibile essere imprigionate in una casa proprio da chi dovrebbe proteggerti.

Così come, a farmi riflettere tutta notte, è stato il pensiero su quanti considerano le donne dei paesi lontani molto meno fortunate di noi… purtroppo, molto spesso, quello che viene spacciato come “diritto” nei paesi democratici, è solo un “contentino” per dare una parvenza di paese dove i diritti delle donne vengono rispettati.

Samantha, in questo romanzo, parla di questo argomento, credendosi più fortunata, mentre Jaide le pone un’altra faccia della stessa medaglia. Difficile arbitrare una lunga conversazione di qualche pagina dove entrambi hanno torti e ragioni, soprattutto in un luogo dove l’unico modo che hanno per poter condividere un sentimento, pur nascondendolo, è vivere da “padrone e schiava”.

Perché? Perché non tutti i desideri possono realizzarsi… neppure nel paese delle favole…

“<<Perché le donne devono indossare il velo?>>

<<[…] per una donna è più facile essere ascoltata e per un uomo è più facile non essere distratto>>, spiega in modo semplice, naturale.

[…] <<Non mi pare principe… […] e mi pare che io abbia qualche diritto in più di queste ragazze nel tuo paese>>.

<<Le ragazze nel mio paese hanno abbastanza diritti>>.

[…] <<Beh, allora dovreste ammodernarvi un pochino e ringiovanire le leggi>>.

[…] <<Che cosa ne sai tu di diritti delle donne?>>.

<<Li conosco bene>>.

<<Credi di conoscerli. Nel mio paese il velo è una sorta di protezione. […] Parli di diritti, ma nei paesi occidentali li avete ottenuti quasi dovunque sulla carta eppure non completamente nei fatti concreti>>.

<<[…] Voi, con la poligamia ancora presente, avete una sorta di prostituzione legalizzata. La vostra è una cultura patriarcale […]>>.

<<[…] siete proprio voi donne che ci avete condotto al peccato tramite la vostra prima ava, la peccatrice>>.

<<Il peccato è nato perché gli amanti indiscussi dei piaceri della vita siete proprio voi!>>.

[…] <<E’ l’unica arma che avete per mandare avanti il mondo!>>.

[…] <<Trattate le vostre mogli come prostitute dedite alla famiglia e al letto e basta! Ecco perché qualcuna usa il proprio corpo come arma!>>.

[…] <<Sono mogli, appunto, non prostitute. Perciò fare certe cose con i loro mariti è un dovere. perfino nella tua legge. […]>>.

<<Le concubine che, però, comprate con denaro e gioielli, sì>>.

<<Sono consenzienti. E gli sta bene così. Come vedi l’animo umano è molto corruttibile. Non tutti sono integerrimi come te>>. Il tono della sua voce si vela d’ironia, o, peggio, sarcasmo, mentre mi guarda di sbieco, nascondendo un sorriso per la vittoria, stavolta sua.

<<Forse si lasciano trattare così perché sanno di non aver altra scelta per vivere. Perché gli uomini le hanno private della spensieratezza della vita e della gioia di essere donne ed esserlo fino in fondo, anche nell’intimità. O forse, più semplicemente perché desiderano qualcuno che il mondo ha deciso non potranno mai avere se non in quel modo. E allora si piegano. Non è corruzione, è resa>>.

Jaide sospira, mi lancia uno sguardo intenso, cerca nel silenzio di decifrare quell’ultima frase, ma io non esprimo più nient’altro. Volgo solo fuori dal finestrino il mio sguardo e sento la sua mano avvicinarsi al mio viso. Chiudo gli occhi percependo quel sottile spostamento d’aria, aspettando la sua carezza che non arriverà, perché a mezzo palmo dalla mia guancia ritira la mano e torna a posarla sul volante. Reprimo due lacrime e sospiro anch’io.”

da Privilegio Pericoloso

di Viviana A.K.S.

Tutti i diritti riservati

E allora ti chiedi “cosa farei io”? Non lo so, ma provate ad immaginarvi che colui che ai vostri occhi sembra il principe perfetto della vostra favola, ad un certo punto vi metta di fronte ad una verità sconvolgente… cosa fareste?

L’amore può rendere infelici? O può abbattere tutto, anche i pregiudizi, per portarvi in luoghi assolutamente divini?

TROVATE INFO SU PRIVILEGIO PERICOLOSO E L’AUTRICE:

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