Samantha, la protagonista fuori dal comune…

frutto pace

Samantha è la protagonista femminile di questa storia d’amore, nata per caso (o forse no), in un’aula universitaria di Cambridge.

Sappiamo che è orfana di madre, vive con un  padre adottivo, studia molto, è determinata a diventare un’ottima designer e non ha molti grilli per la testa.

Nel secondo capitolo della sua avventura amorosa, però, molti tratti del suo carattere si smusseranno, comprenderà cosa significa amare senza riserve, fidandosi, a volte alla cieca, della persona che si ha accanto. Sbagliato? Corretto?

Chi di noi non ha fatto qualcosa di estremamente stupido per amore? Credo tutti…

Di cosa si tratta qui, però? Della libertà fisica, probabilmente anche mentale…

Ebbene, perché Jaide decide di proporle ciò? Certo, perché non hanno altri modi per stare insieme.

Ma se Jaide la ama così profondamente, perché sarebbe capace di farla sua concubina? Perché ritratterebbe questo punto? Non era lui che la costringeva ad andarsene piuttosto che a rinchiudersi in un’ala di palazzo? Forse la vedrebbe più al sicuro sotto il suo controllo? Se così fosse, da chi e da cosa vorrebbe proteggerla?

E questa ragazza caparbia, pronta a tutto pur di stare con l’amore della sua vita, sarebbe davvero disposta a cadere così in basso? Fin dove può condurci l’amore?

Questo secondo volume inizia con una bellissima citazione di Paulo Coelho, tratta dall’Aleph, che dice. “L’arte della pace è raffinatissima e ineguagliabile, perché non si sta lottando contro qualcuno, ma solo con sé stessi. Piega te stesso e domerai il mondo.”

Jaide, di sicuro si è piegato. Ha ammesso un amore impossibile, ha ammesso di essere incapace di resistere al fascino e all’amore di Samantha. Questo, però, complicherà di molto la sua vita. Ha ceduto, se non con le parole, spesso, con i fatti. Un vincitore nato, dunque, se ascoltiamo le parole di Coelho…

Ebbene, Samantha piega sé stessa molte volte per Jaide, rendendosi vulnerabile, e dando l’impressione di essere molto meno caparbia e tenace di lui. Ma siamo certi che sia davvero così? Siamo convinti che chi si piega molto più visibilmente come ha fatto Samantha, spesso è il perdente?

Vediamo come termina i suoi pensieri sull’aereo di ritorno dopo l’avventura…

“Questa volta combatterò. Combatterò per fare la differenza, quella stessa che mi servirà per decidere, finalmente, chi sono e che posto deciderò di occupare in questo mondo corrotto e spregiudicato. Combatterò perché il re bianco e il re nero possano deporre simultaneamente le armi, mescolandosi, cerando un nuovo colore di cui nessuno, oggi, conosce il nome, perché quel nome ancora deve essere scritto da qualche coraggioso o stupido che ha deciso di voltare le spalle a tutte le leggi visibili e invisibili, affrontando a testa alta le sue conseguenze, ma di cui mai si pentirà.

Combatterò per quello strano e fuori gioco scacco matto, potente come un’inondazione, inarrestabile come acqua di un  fiume in piena che straripa, devastante come fuoco ravvivato dal vento, dirompente come la forza della natura ma immutabile e inamovibile come frammenti di diamanti depositatisi sul fondo di un oceano silenzioso e profondo, abbastanza da tenerli protetti dagli occhi umani e dai loro giudizi.

Perché come si dice nel paese dell’uomo che mi ha stregata, il frutto della pace è sempre attaccato all’albero del silenzio. E l’albero del silenzio non ha né nome, né colore.”

da Privilegio Relativo

Di Viviana A.K.S.

Santi Ed.

Cosa voleva dire con questo pensiero? Lei, la donna che crede nei diritti umani perché nata e cresciuta in un luogo che li professa e che tenta di proteggerli a ogni costo, cosa vuole dirci? Cosa farà? E, soprattutto, finirà proprio come lei se lo immagina?

Con infinite domande vi lascio, nella speranza di avervi incuriosito, ma con la certezza di avervi fatto riflettere nuovamente…

Buon inizio settimana. 🙂

Con affetto.

La vostra Viviana A.K.S.

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